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Malick Thiaw: “Il Milan è ancora un sogno: sono maturato…”

Malick Thiaw è migliorato tantissimo ed è sotto gli occhi di tutti. Ha vissuto nei primi mesi al Milan un periodo di ambientamento necessario, vista anche la giovane età. Un ragazzo semplice, molto intelligente, che sa che deve imparare anche dagli altri. Si concede ad un’intervista al giornale tedesco SportBild, a tutto campo. Tra poco Thiaw festeggerà il suo primo anno in rossonero e le tappe sono state davvero importanti e progressive.

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Fonte:acmilan.com

Malick Thiaw è migliorato tantissimo ed è passato da essere promessa a certezza, fino alla convocazione in nazionale maggiore.

Che leggenda del Milan ammiravi? “Mi è sempre piaciuto lo stile e il modo di giocare di Kevin-Prince Boateng. In generale devo dire: ci ho messo qualche giorno o settimana per capire davvero che stavo giocando a Milano”.

Su Zlatan Ibrahimovic: “Mi sembra che mi chiedano ogni giorno com’è. Zlatan è stata la seconda persona che mi ha rivolto la parola al Milan. La squadra aveva una partita, ero in sala pesi, sulla bicicletta. Lì è venuto da me. Anche se sono alto, lui era ancora molto più alto e largo di me. È stato un momento intenso. Non avevo paura di Zlatan, ma rispetto. Ero felice di condividere gli spogliatoi con una delle più grandi personalità del calcio mondiale degli ultimi decenni. Mi ha detto “Benvenuto”.”

Difesa in Italia

Alla Schalke ho imparato molto nella “Knappenschmiede” con Norbert Elgert. Dopo di che ho cercato di imparare da solo, ad esempio studiando gli altri giocatori. Pensavo di essere molto intelligente in questo senso e di sapere molto. Poi sono arrivato in Italia e ho capito molto presto che ho ancora molto da migliorare. Gli italiani sono molto severi, molto meticolosi. Non importa se hai avuto 15 buone partite: troveranno sempre qualcosa che puoi fare meglio. Non giochiamo solo con lo stile italiano al Milan. Tuttavia, la nostra squadra ama difendere. I tifosi applaudono le azioni difensive come i gol. Pertanto, la difesa è allenata in modo quasi ossessivo. Parliamo di ogni dettaglio con gli allenatori, ad esempio che dovrei stare più vicino all’avversario”.

Capitolo Nazionale

Sull’Europeo in casa: “Sì, l’Europeo in casa è il mio obiettivo più grande. Come calciatore, naturalmente vuoi giocare il più possibile – è ovviamente il mio sogno nella nazionale. Ma per me già ogni convocazione è qualcosa di molto speciale. Per questo devo continuare a lavorare sodo ogni giorno al Milan”.

Sull’importanza della religione: “Sono musulmano, sono cresciuto credendo e sono venuto presto a contatto con la religione. Prego cinque volte al giorno, osservo il Ramadan. La mia religione mi dà estrema forza”.

Sulle sue capacità linguistiche: “Parlo fluentemente il finlandese, perché è stata parlato a casa insieme al tedesco. Parlo poco wolof. Ho comunicato con mio padre e con i miei fratelli più spesso in tedesco. E attualmente sto imparando l’italiano”.

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About the Author: Francesco Fredianelli

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Fonte:acmilaninside.com

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