Milan, Leao si racconta a Fabrizio Romano. Le parole

Le dichiarazioni di Rafael Leao, giocatore del Milan, nell’intervista esclusiva condotta da Fabrizio Romano

In un’ intervista esclusiva condotta da Fabrizio Romano per Sport.xyz, Rafael Leao ha condiviso i suoi pensieri sul legame con i tifosi e sul privilegio di giocare accanto a grandi campioni nel corso della sua carriera. Riguardo alla sua relazione con i sostenitori del Milan, ha espresso sentimenti di gratitudine, riconoscendo il loro sostegno fondamentale, soprattutto durante i primi tempi in cui ha dovuto affrontare una minore visibilità nel club rossonero.

Quando hai capito di avere talento

“Avevo 16-17 anni quando ho scoperto di avere talento. Ero allo Sporting e molti compagni erano presi in considerazione più di me, ma un allenatore venne da me e mi disse che sarei potuto diventare quello che volevo e da lì ho iniziato ad allenarmi e migliorare con un obiettivo”

Le qualità migliori

“Onestamente, penso che sia come l’istinto. Come l’ho migliorato? Quando ero più piccolo, quando ero un bambino, giocando per strada con i miei amici, guardando i miei idoli come Ronaldinho e Cristiano provandolo a fare in campo, tipo ripetere, ripetere, ripetere… Adesso sto cercando di migliorare la mia rifinitura, perché per essere un attaccante bisogna essere freddo, devi essere concentrato nella conclusione. Quindi penso che sia una cosa di cui ho bisogno di migliorare”

Su Cristiano Ronaldo

Sono orgoglioso di giocare con lui in nazionale, siamo tanti giocatori giovani e per tutti noi è un piacere averlo con noi. Non è una questione di talento ma di mentalità, come ti prepari nel corso della settimana prima di un allenamento o prima di una partita”

Il rapporto con i tifosi del Milan

“Quando sono arrivato, le mie prime partite non sono state ottime sul piano della qualità ma ho sentito il supporto dei tifosi. Il mister non mi metteva sempre in campo, per me è stato difficile ma sapevo che venendo al Milan avrei trovato giocatori di grande qualità. Nella mia testa però sapevo che sarei dovuto rimanere concentrato così mi sarei migliorato. Ho aspettato la mia opportunità. I tifosi sapevano cosa sarei stato in grado di fare ma dovevo spingere di più. Il Milan è un club storico, hanno vinto tante Champions League e hanno avuto giocatori leggendari. Dovevo dimostrare anche ai tifosi che non era solo una questione di talento ma anche di passione”

Milan, Leao si racconta a Fabrizio Romano. Le parole

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Su Zlatan Ibrahimovic

“Zlatan mi ha aiutato sul piano della mentalità. Ad esempio in allenamento, in piccole cose come il controllo e il passaggio perché alle volte dopo un dribbling potrei fare un passaggio comodo. Mi ha aiutato ad essere più concentrato davanti alla porta, a calciare meglio dopo aver superato un difensore. Sapeva che sarei stato in grado di fare la differenza se fossi stato concentrato in campo. A volte ero nervoso in partita e lui mi aiutava dicendo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Quando hai un compagno di squadra come lui che ti dice questo tipo di incoraggiamenti, ti senti più motivato e in fiducia per provarci di nuovo”

Dove può migliorare Rafael Leao ?

“La finalizzazione, penso di poter segnare più gol. Per essere tra i top devo segnare ed essere più decisivo davanti al portiere”

Le tue passioni posso avere un aspetto negativo sulle prestazioni?

“È tutta una questione di tempistiche. Se gioco il sabato, il venerdì o il giovedì non lo passo in studio perché il focus deve essere sul campo. Se invece il mister ci lascia due giorni liberi, posso fare quello che mi piace. È tutta una questione di tempistiche e a volte dipende tutto da come mi sento in quel momento. Può succedere che io non abbia giocato bene e allora comincio a scrivere della mia vita, di come mi sento in quel momento. E’ un hobby ma anche un posto in cui posso essere me stesso”

Milan, Leao si racconta a Fabrizio Romano. Le parole

Cos’ha il Milan che gli altri club non hanno?

“Tutto, dallo stadio al supporto dei tifosi, la loro passione, la città… tutto, c’è tutto”

Poi una retroscena veramente curioso dove il portoghese svela che ha provato a portare a Milano un suo compagno di squadra della nazionale

“Ero in Nazionale, stavo parlando con Cancelo. Ha giocato per l’Inter e mi diceva: “Mi piace il Milan, è un bel club. Quando giocavo allo stadio contro di loro sentivo il tifo e da piccolo mi piaceva molto come squadra”. Allora gli ho detto: “Vieni” (ride, ndr). Mi ha detto che sarebbe stato difficile, era al Manchester City. Ci ho provato. La nuova era al Milan si basa su giocatori giovani con grande talento, quindi… Cancelo è nel “mezzo”, sarebbe stato perfetto”

About the Author: Davide Agostinelli

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Fonte:acmilaninside.com

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