30 Settembre 2022

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DENTRO AL MONDO ROSSONERO

Paolo Scaroni: “Rinnovo Maldini-Massara? Non ho il minimo dubbio”

Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha rilasciato delle dichiarazioni a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento, commentando così la situazione generale:

Su Maldini-Massara: “Il cambio di proprietà in questo momento un po’ cruciale ha ritardato tante cose, ha creato delle complessità che non c’erano, ma tutto in un clima idilliaco di rapporti tra Elliott e Redbird, eccellenti. Non mi preoccupo del tema Maldini-Massara, non ho il minimo dubbio che si raggiungerà un’intesa per questa coppia, che è stata così importante per lo scudetto, continui con noi anche nei prossimi anni.”

Sullo Scudetto: “Se mi avessero detto a inizio stagione che il Milan avrebbe vinto lo scudetto, cosa avrei risposto? Ho risposto in molte occasioni che io mi ponevo come obiettivo di arrivare quarto, avevo messo in budget di arrivare quarto. Quindi tutto quello che era di più del quarto posto era guadagnato. Si immagini poi lo scudetto, è stata una cosa bellissima, un’emozione incredibile per tutti noi“.

Il sogno nel cassetto: “Il nostro sogno nel cassetto è far bene in Champions. L’anno scorso siamo stati eliminati al primo turno in modo devo dire deciso e quest’anno ci poniamo l’obiettivo di fare meglio, passare almeno il primo turno e riportare il Milan a competere ai livelli del passato. La Champions è il mio sogno, non dico vincerla ma fare almeno bene“.

Su Gerry Cardinale: “Mi ha fatto un’eccellente impressione. Ha un curriculum vitae di primissimo livello, impressionante. Dico solo che ha vinto la famosa borsa di studio Rhodes che è quella che aveva vinto a suo tempo Clinton, per un americano è un obiettivo quasi irraggiungibile, ne danno due l’anno per andare a Oxford. E poi è una persona molto simpatica e gradevole, un super esperto di sport che sa trattare come pochi altri. Che si pone obiettivi ambiziosi, con il suo fondo e in particolare con questa acquisizione del Milan. Quindi un’impressione ottima, l’ho visto soltanto due o tre volte. Ora è negli Stati Uniti, ha detto che tornerà in luglio e penso di vederlo“.

Sulle mancate operazioni: “Non lo so, sicuramente perdiamo tante chiacchiere. Non vedo decine di operazioni già concluse, sono soltanto decine di ipotesi. Noi siamo più riservati di altri e non ho l’impressione che stiamo perdendo dei colpi“.

Sul nuovo CDA: “Innanzitutto ci stiamo avviando verso una soluzione per cui Elliott rimarrà presente nel Consiglio del Milan con almeno due consiglieri. Mi auguro che Gordon Singer resti in Consiglio e che quindi ci sia continuità con il vecchio board. Siamo sicuri di poter continuare a disporre di Gazidis fino alla fine del suo contratto, che è a fine novembre. Cardinale mi ha proposto di rimanere in Consiglio e presidente, io per il momento gli ho detto che voglio capire bene l’evoluzione complessiva del quadro ma sarei ben contento di continuare questa appassionante avventura che mi ha coinvolto negli ultimi quattro anni della mia vita. Quindi mi sembra che tutto si stia indirizzando nella buona direzione, non ho preoccupazioni su questo fronte“.

Sulle cifre della cessione: “Un miliardo e 218 milioni di euro. Ci sarà poi un vendor loan, una parte del prezzo verrà pagata a rate successivamente, quindi Elliott rimarrà con un coinvolgimento per un certo periodo di tempo e lo vedo in modo positivo, perché ci dà continuità nella transizione, molto importante“.

Su Ibrahimovic: “Il suo futuro ancora in campo o dietro una scrivania? Io mi auguro ancora in campo. So che sta procedendo a ritmi accelerati come sa far lui, a reintegrarsi fisicamente. Se finirà come io mi auguro, e anzi devo dire conoscendolo sono abbastanza sicuro che tornerà in grande forma fisica, ricomincerà a giocare. E comunque, ha giocato un ruolo fondamentale e continuerà a giocarlo nello spirito di questo nuovo Milan che abbiamo costruito in questi anni“.

Sullo stadio a Sesto San Giovanni: “Stiamo attendendo di vedere cosa succederà al ballottaggio. Mi auguro che Sesto resti un’alternativa per il nostro stadio. La prima opportunità che avremo per fare uno stadio la coglieremo: se sarà Sesto sarà Sesto, se sarà San Siro sarà San Siro. Tempo limite? Questo venerdì noi e l’Inter incontriamo il sindaco Sala e diamo il via ufficiale alla consultazione popolare necessaria per San Siro. Ci metteremo a lavorare alacremente sui due fronti per arrivare a una soluzione che doti le due squadre milanesi di uno stadio moderno ed efficiente come le altre squadre d’Europa“.

Sull’ipotesi stadio con l’Inter: “Sicuramente tutto questo è ovvio nel caso di San Siro, che è una concessione pubblica che verrebbe data alle due squadre. Per quanto riguarda l’ipotesi Sesto, deve trovare riscontro sia da parte dell’Inter sia da un incontro che stiamo orgnizzando perché si incontrino Gerry Cardinale e Steven Zhang, che non si sono ancora incontrati. In quell’ipotesi andremo a esplorare il desiderio dei due azionisti di collaborare a Sesto, ammesso sia quella che perseguiamo perché si sviluppa più rapidamente“.

Sul mercato delle altre squadre: “Dybala e Lukaku all’Inter con Lautaro e Juve su Di Maria e Koulibaly? Cerco di non preoccuparmi per cose non avvenute, per ora mi sembrano tutte ipotesi. Poi guardo con grande attenzione al nostro club. Siamo abituati ad affrontare avversari forti, sicuramente l’Inter aveva una squadra più forte almeno sulla carta del Milan, credo che lo spirito di squadra dei nostri tecnici abbia giocato un aspetto importante e lo farà anche l’anno prossimo“.

Sull’ipotesi di affrontare il Monza alla prima giornata: “Potrebbe essere divertente. Mi viene detto che tradizionalmente la squadra campione d’Italia gioca in casa la prima, quindi sarebbe divertente questo nuovo derby a San Siro. Comunque ci sarò perché non voglio certo perdere la prima partita del nuovo campionato“.

Su Leao: “E’ incedibile? Non parlo mai di questi temi, non voglio fare invasioni di campo con Maldini. Visto il ruolo che ha avuto l’anno scorso, Leao è certamente una pedina preziosa per il Milan, ma abbiamo dimostrato di saper fare sostituzioni piuttosto incredibili. Penso all’infortunio di Kjaer e all’ingresso di Kalulu: siamo tutti contenti di aver scoperto un nuovo talento“.

Sul PSG: “Calcio drogato? Le stesse regole del Fair Play Finanziario, che hanno colpito noi e ci hanno impedito la partecipazione alle coppe, devono valere per tutti, anche per il Paris Saint-Germain. Se così avverrà sono contento, se così non dovesse avvenire allora non c’è niente di peggio di una giustizia ingiusta“.

Su Donnarumma: “Se Gigio potesse tornare indietro, rimarrebbe al Milan o andrebbe comunque al PSG? Io credo che questa esperienza gli faccia bene comunque, perché i giovani devono cambiare e anche prendere qualche facciata, perché le facciate fanno crescere. Nell’insieme penso che per Donnarumma sia stata una cosa buona questa esperienza al PSG“.

Sulla competitività e sulla sostenibilità: “Il futuro del Milan sarà sempre legato a questa attenzione ai bilanci o si può pensare che l’arrivo di RedBird possa consentire qualche colpo ad effetto? Mi aspetto che un signore che è stato per vent’anni in Goldman Sachs abbia sempre un occhio ai bilanci. Quindi sì magari a qualche investimento, ma in previsione di obiettivi che generino poi più valore. Le cose da mecenate mi sembra siano superate da parte un po’ di tutti, figuriamoci da uno come Cardinale“.

Per sistemare la Serie A bastano gli stadi?: “No, ci sono tante cose. Mentre il tifoso è contento se la sua squadra vince in qualunque modo, lo spettatore cinese, americano vuole divertirsi. Dobbiamo offrire un calcio più divertente, con meno pause, che si veda meglio in stadi migliori e meglio illuminati. Dobbiamo assomigliare di più alla Premier League che dai diritti internazionali incassa 2 miliardi, dove noi incassiamo 200 milioni. Questo è il nostro obiettivo. Gli stadi sono un ingrediente, ma è tutto il prodotto calcio che deve diventare più divertente“.

Sui rapporti tesi tra Serie A e Figc: “Sono dei temi non basati su personalismi, ogni tanto può capitare di non essere d’accordo. Sicuramente la Lega Serie A, che finanza tutto il calcio italiano, deve avere più voce in capitolo“.

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