28 Novembre 2022

ACMILANINSIDE

DENTRO AL MONDO ROSSONERO

ESCLUSIVA MI, Antonio Vitiello: “Secondo me il Milan può davvero farcela ma deve essere squadra, deve essere un gruppo, deve solo confermare quello che è già ora”

La Redazione di AcMilanInside ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il giornalista del Corriere dello Sport, Tuttomercatoweb e direttore di MilanNews.itAntonio Vitiello. Ecco le sue dichiarazioni:

Si aspettava una crescita così importante da parte di Kalulu?

“Sinceramente non mi aspettavo una crescita così importante, soprattutto sotto l’aspetto della personalità, arrivare al Milan dopo aver giocato solo nella primavera del Lione non è assolutamente facile, però lui ha avuto tanta personalità nel riuscire ad imporsi al Milan che è veramente clamorosa, se si pensa che era stato acquistato per giocare da terzino destro, lui ha avuto la forza di lavorare sul ruolo di difensore centrale scalando piano piano le gerarchie e quando mister Pioli lo ha chiamato in causa si è sempre fatto trovare pronto, questa è una sua grandissima caratteristica che dal punto di vista tecnico può ancora migliorare, quindi, complimenti al Milan per aver pescato il jolly praticamente a parametro zero se pensiamo che è stato pagato pochissimo e complimenti al giocatore per la sua grande applicazione e per la stagione che sta facendo”.

Cosa ne pensa della posizione in campo di Kessie?

“Purtroppo Kessie ha vissuto una stagione difficile perché si può benissimo non rinnovare, ma lui ha sbagliato sotto il punto di vista della comunicazione, ricordiamo tutti le sue dichiarazioni fatte nell’estate 2021 quando disse ‘torno a Milano e sistemo tutto’, comunque tornando alla sua posizione in campo, secondo me, lui rende meglio nel suo ruolo tipico però è anche vero che ora è dura tener fuori uno tra Tonali e Bennacer che stanno facendo benissimo e poiché sulla trequarti Brahim Diaz è in difficoltà da praticamente inizio stagione, mister Pioli lo ha adattato da trequartista ma si nota benissimo che non è il suo ruolo andando in difficoltà in quella zona del campo”.

Che clima si respira a Milanello?

A Milanello tutti i giocatori hanno preso coscienza della realtà dei fatti, il Milan è primo in classifica, il destino è tutto nelle sue mani, se il Milan le vince tutte può vincere il campionato, quindi tutto dipende da come la squadra gioca ogni singola partita e questo è un messaggio che al Centro Sportivo è stato recepito benissimo, giocatori e staff ne hanno parlato, si sono guardati negli occhi con sguardi determinati ma allo stesso tempo c’è anche grande serenità perché la situazione attuale di stagione va vissuta bene, escludendo il nervosismo, la tensione perché il campionato è ancora lungo e può succedere di tutto, ma è un ambiente sano, positivo con un grandissimo gruppo”.

Come nasce il suo amore per il Milan?

“Io fin da bambino ho sempre tifato Milan, mi ricordo che quando giocavo con le figurine Panini collezionavo solo quelle del Milan, le altre le scambiavo molto volentieri, aggiungo, che nella mia famiglia non sono tutti milanisti quindi è un qualcosa che è nato proprio da me, quindi non sono stato ‘influenzato’ da altri, poi la passione e l’amore per questi colori si è sviluppato nel tempo. Poi ovviamente dopo che sono diventato giornalista, facendo questo lavoro devo sempre avere un occhio imparziale provando sempre ad essere obiettivi nei giudizi e non mi devo mai far trasportare troppo perché, giustamente, me lo impone la mia professione”.

Quale è il suo giocatore preferito di sempre e quello attuale?

“Il mio giocatore preferito resta Andriy Shevchenko anche se il primissimo è stato George Weah però per quello che è stato Sheva per il Milan è impossibile non citare lui, al secondo posto dopo l’ucraino ci metto Kakà e al terzo Ibrahimovic considerando che sono tutti giocatori che ho vissuto e che quindi mi hanno condizionato nella scelta. Di Shevchenko parliamo del giocatore più forte degli ultimi anni al Milan, quindi, sicuramente è lui il mio preferito. Per quanto riguarda i giocatori attuali, mi piace molto Leao che secondo me ha un grande futuro, Zlatan fa parte della mia top tre ma oramai è a fine carriera, ad essere sincero mi rivedo molto in Sandro Tonali perché anche io da ragazzino giocavo nel suo ruolo, poi è un ragazzo serio, giovane, tifosissimo del Milan e oggi vale tanto quando un giocatore è tifoso della propria squadra, secondo me lui ha qualcosa in più rispetto agli altri, per la passione, per la voglia, per la testa, per la concentrazione, per tutto”.

Quanto crede o spera allo scudetto?

“Secondo me il Milan può davvero farcela ma deve essere squadra, deve essere un gruppo, deve solo confermare quello che è già ora, superare le difficoltà ed i limiti tecnici perché ci sono, ad esempio, sulla trequarti come anche nel ruolo di esterno destro ma questi limiti i rossoneri li possono superare solo con la forza del gruppo, con la voglia di sacrificarsi, con tutte quelle cose che il Milan ha messo a disposizione nel giro degli ultimi due anni, perché, anche lo scorso anno i rossoneri non erano tra le favorite eppure sono arrivati secondi, in questa stagione ora è primo, insomma, sta sorprendendo tutti ma lo sta facendo anche grazie ad uno spirito di gruppo che, secondo me, è superiore a tutte le altre big in serie A, quindi deve e può farcela”.

La redazione di ACMilanInside ringrazia Antonio Vitiello per il tempo che ci ha concesso per questa intervista.

Iscrivetevi al canale Youtube di Antonio https://www.youtube.com/user/Anto86mil

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