7 Agosto 2022

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DENTRO AL MONDO ROSSONERO

Prima Maldini, poi RedBird: Paolo non parla mai a caso

In una settimana avevano distrutto quasi un anno di lavoro. Un anno di lavoro sudato, in cui giocatori, tecnico e dirigenti avevano dato fondo a tutto ciò che avevano, in termini di impegno e fatica, per raggiungere l’obiettivo finale. Il tutto mandato all’aria solo in una settimana.

Il cambio di società che non arrivava, la questione Leao tra clausola e presunti assalti incombenti del Real Madrid, i problemi di Ibra, con la possibilità di un suo ritiro. Un miscuglio di notizie e supposizioni basate sul nulla. Notizie che spingono un qualsiasi tifoso rossonero ad abbandonare il proprio smartphone per non essere assillato dalle notizie negative che fuoriuscivano dai maggiori portali dell’informazione calcistica praticamente ogni ora. Specialmente in un momento come questo, in cui il tifoso rossonero avrebbe dovuto passare il suo tempo festeggiando e ripensando all’impresa compiuta dai propri campioni.

La festa è finita

Ma a smontare volontariamente questo bisogno di continuare una festa che sembrava non dovesse mai finire, ci ha pensato anche Paolo Maldini. Sembrava che quel bus fosse ancora fermo lì da giorni in festa, in Piazza Duomo a Milano, come una sorta di monumento, nell’immaginario collettivo dei tifosi rossoneri, ma ci ha pensato Paolo nella sua intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, da buon capitano, a far rientrare tutti nei propri ranghi.

Il 17 Marzo 2014, proprio alla Gazzetta dello Sport, Maldini rilasciava un’intervista dal sapore di sfogo in cui criticava l’allora società di non avere un progetto valido per un Milan in grossa crisi. “Hanno distrutto il mio Milan” sembrava urlare ed allarmare il capitano. Forse, memore di quei momenti, ha deciso di riprendere la situazione in mano, quasi come a dire: “La festa è finita”. Molti hanno interpretato le parole di Paolo in modo negativo, sia per contenuti che per tempistiche. Subito dopo uno Scudetto vinto certe dichiarazioni alzano spesso un polverone mediatico, ed i giornali non cercano altro che quello.

Ma quelle di Maldini, altro non sono che parole d’amore. Sicuramente taglienti, dirette, franche. Come al suo solito. Un giocatore che ha fatto la storia del Club per 2 generazioni e che sta proseguendo nella sua epopea al Milan, non deve certo chiedere il permesso per esprimere pareri leciti, figurarsi per parlare di realtà oggettive. Sul Milan ci hanno messo le mani sporche fin troppe persone sbagliate. Sembra essere questo il succo della questione e Paolo non ha più voglia di aspettare, nè di tornare a quei momenti bui del passato: la mentalità vincente di un dirigente che in carriera, da calciatore, ha vinto tanto, tutto e che programma già la prossima stagione a 2 giorni dalla fine di quella presente, lanciando la sfida all’Europa. Come direbbe Florenzi, “il momento è qui. Il momento è adesso“.

Iniziamo a fare sul serio

Ed effettivamente le parole di Maldini sono servite, perchè hanno dato il La al grande meccanismo tecnico del passaggio di proprietà. Proprio ieri infatti sembra che RedBird abbia apposto le firme preliminari sul contratto con Elliott, voci confermate poi dalla cena, in seguito trasformatasi in semplice incontro, che lo stesso fondatore di RedBird, Gerry Cardinale, ha voluto personalmente con alcuni membri della società rossonera tra cui Scaroni, Gazidis e Furlani.

Ci ha messo la faccia Gerry Cardinale. Lo aveva però già fatto nell’anonimato più assoluto qualche settimana fa, tra la gioia dei tifosi rossoneri per la conquista dello Scudetto dopo ben 11 anni, con quel pollice in su, onesto, sincero, felice e semplice. La semplicità di un uomo che non sembra avere molta tendenza a mostrarsi in telecamera, ma che ha goduto, seppur per qualche ora, dello spirito dei tifosi e dell’entusiasmo di un popolo.

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