28 Novembre 2022

ACMILANINSIDE

DENTRO AL MONDO ROSSONERO

L’importanza del buon giudizio

Che Olivier Giroud e Theo Hernandez facciano la differenza, negli ambienti rossoneri ormai non è una novità, che lo facciano in terra di Francia e ancor di più ad un Mondiale nemmeno.
Certo, perché le prestazioni del 9 e del 19 rossonero sono crescenti da ormai 2 anni a questa parte.

Un 9 leggendario

Era dato per bollito il vecchietto di turno. Olivier Giroud non viene da una situazione semplice. Nel momento in cui la sua carriera sembrava essersi arenata in quel di Londra sponda Blues, Maldini e Massara hanno saputo vederci lungo: Olivier sbarca a Milano con un impegno che ha spaventato numerosi attaccanti prima di lui, dopo Pippo Inzaghi. La 9 era ormai un tabù, una maledizione. Una maledizione che Giroud ha sfatato a suon di gol e fede. Fino a ieri, quando il bomber francese non solo ha regalato la prima vittoria al Mondiale alla sua Francia, ma ha anche eguagliato il record di 51 gol in Nazionale di Thierry Henry. Leggenda.

Theo mette il turbo

E che dire di Theo Hernandez. Avevano sghignazzato molto approssimativamente i tifosi avversari al momento della sua firma col Milan, facendo volutamente riferimento al goffo video di presentazione al Real Madrid di qualche anno prima. Che abbia deciso la partita di ieri dopo il grave infortunio di suo fratello Lucas è sicuramente una nota dolente, in una serata che ha però evidenziato quanto il terzino rossonero sia semplicemente devastante sulla sua fascia. Fisico, velocità: un mix che fa di Theo uno dei migliori nel suo ruolo.
Ancora una volta l’occhio di Maldini ha fatto la differenza: si perchè Theo è la pietra miliare su cui Paolo ha voluto basare la rinascita del Milan. Come dimenticare quell’incontro ad Ibiza in cui, anche in questo caso, una luce sembrava stesse per spegnersi. La carriera del francese stava subendo una forte flessione negativa. La parentesi al Real Madrid non era stata delle migliori e Maldini ha saputo riconoscere nel francese la persona giusta a cui, un domani, poter affidare una fascia da capitano.
Cosa avveratasi poi solo pochi anni dopo.
Col tempo cambiano i giudizi e arrivano i risultati. E pensate a Charles, Aster e Yacine. Il Milan ha ancora tanto, troppo da scoprire. 

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