26 Giugno 2022

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DENTRO AL MONDO ROSSONERO

De Ketelaere: Dal tennis a possibile futuro protagonista rossonero

Siamo ormai quasi nel vivo del calciomercato e come ben sappiamo nelle ultime settimane abbiamo sentito molto spesso spuntare fuori il nome di un giovane calciatore belga, Charles De Ketelaere. Sembrerebbe che il Milan sia seriamente interessato ad acquistare il talento nordico e portarlo alla corte di mister Pioli, consegnandoli le chiavi della trequarti rossonera. Ma chi è questo ragazzo di cui tutti parlano? Andiamo a conoscerlo insieme.

Charles De Ketelaere è nato a Brugges il 10 marzo del 2001. Trequartista mancino, molto bravo sia nell’impostazione di gioco che in fase di inserimento. Notevoli doti tecniche, in possesso di un buon tiro, abile nel dribbling e negli assist. In patria già lo paragonano a Kevin de Bruyne.

Fisicamente non incarna il classico numero 10, essendo molto alto, circa 1.92 per 80kg. Al contrario di come si presenta però, le sue caratteristiche sono alquanto notevoli. Freschezza tecnica, visione di gioco ed abilità negli inserimenti. Nel suo score troviamo già 15 gol e 15 assist messi a segno in Pro League. Chiedere a Donnarumma che durante la sfida tra Italia e Belgio di Nations League, subì un gol proprio dalla giovane stella belga, con un gran tiro da posizione defilata. Nel centrocampo rossonero rappresenterebbe senza dubbio un upgrade, essendo una pedina sulla quale Pioli potrebbe costruire l’intera fase centrale del gioco.

Da piccolo però il giovane Charles sembrava destinato ad un futuro da tennista, come il suo idolo Roger Federer. A causa del suo carattere però, alla fine scelse di lasciare il tennis per dedicarsi al calcio. In effetti, nonostante il suo viso da ragazzo pulito ed angelico, De Ketelaere da piccolo aveva un carattere dominante, tendente ad eccessi di ira, che chiaramente in uno sport come il tennis lo portavano a non accettare le sconfitte che lo rendevano molto nervoso. Il calcio invece, essendo uno sport di squadra, lo aiutò moltissimo a smussare questi aspetti del suo carattere, rendendo attualmente il classe 2001 uno tra i giocatori più socievoli e compagnoni dello spogliatoio.

In un’intervista alla testata Het Niewsblad, aveva appunto dichiarato: “Il tennis è molto più conflittuale quando si perde. Nel calcio è più facile trovare scuse quando le cose vanno male, mentre nel tennis sei solo tu. E io non riuscivo a gestire i miei errori. A volte mi arrabbiavo, non sopportavo gli imbroglioni, quei ragazzi che urlavano quando la palla era fuori e invece non lo era. Mia madre ha cercato di aiutarmi perché a volte si vergognava. Ho anche avuto un coach con cui meditavo per calmarmi”.

Chiaramente la scelta di dedicarsi al calcio, sembrerebbe essere stata quella più giusta. Una delle caratteristiche che spiegano al meglio la dedizione e la passione che Charles ha per il calcio, è il suo studio quasi maniacale delle partite. Normalmente è solito riguardare in tv le sue gare, per cercare eventuali errori e poterli correggere nei match successivi, effettuando uno studio analitico della partita. Un vero e proprio secchione del football. Queste le sue parole a tal proposito: “Il fatto che ora io sia conosciuto e che ci siano certe aspettative nei miei confronti non mi scoraggia. Sono molto critico, quindi la pressione maggiore spesso viene da me stesso. Guardo regolarmente le mie partite. Mia madre a volte vuole guardarle insieme, ma non mi piace. Per lei faccio sempre tutto bene, mentre io preferisco avere un occhio più critico”.

Il Diavolo sta cercando di accaparrarsi le prestazioni della stella belga e siamo sicuri che se dovesse riuscirci, non se ne pentirà.

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